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sabato 4 settembre 2010

Da Padula a New York... sul cammino di Joe Petrosino

Padula (SA) - 30 agosto 2010



A 150 anni dalla nascita, il celeberrimo poliziotto Joe Petrosino è stato ricordato ed onorato con solenni festaggiamenti, molto sentiti nella sua città natale.
A Padula, in Provincia di Salerno, città che ospita anche la Casa-museo in sua memoria, per l'occasione è stato presentato anche il libro di Francesco Casale, dal titolo "Da Petrosino a Borsellino" ed emesso un francobollo commemorativo da Poste Italiane.
L'Avv. Adriano Bellacosa, Assessore al Patrimonio, alla Trasparenza ed alla Legalità della provincia di Salerno, ha manifestato grande orgoglio per il fatto che un conterraneo possa, ancora oggi, essere simbolo di valori così importanti per il Vallo di Diano e per tutta la Provincia di Salerno.

"
Joe Petrosino", ha affermato Bellacosa,"rappresenta un simbolo della legalità, della giustizia e dell'autorità, ma anche del riscatto sociale degli emigrati italiani negli Stati Uniti, che
erano etichettati come mafiosi
".

L'Assessore Bellacosa, nel commentare il libro presentato per l'occasione dall'autore, nella splendida cornice della Certosa di Padula, e caratterizzato per la prefazione curata dal Presidente della Provincia di Salerno On. Cirielli, ha ricordato il particolare risveglio della coscienza civile diffusasi in Italia dopo l'uccisione di Paolo Borsellino.
"Dopo la strage di Capaci, in cui perse la vita il giudice Falcone, l'attentato a Borsellino", ricorda l'Assessore, "ha segnato la fine di un certo tipo di malavita organizzata e la rottura del muro
dell'omertà e della indifferenza.
Così come avvenne in America negli anni successivi alla morte di Petrosino, in Italia cominciò a diffondersi il fenomeno del pentitismo, in quanto si ebbe la sensazione comune che fosse stata superata ogni misura".
A conclusione del suo intervento, dopo aver ricordato l'opera prestata nelle visite alla casa-museo di Padula, con sentita passione, dal pronipote Nino Melito Petrosino, Adriano Bellacosa ha espresso la propria speranza "affinchè, insieme alle generazioni future, possiamo continuare a mantenere vivo e a diffondere l'insegnamento di legalità di Joe Petrosino".
I saluti dell'Assessore Bellacosa a tutti i campani residenti in America, sono stati raccolti dal Sig. Pasquale Caruggi, Presidente della Federazione delle Associazioni Campane negli USA, presente alla manifestazione."


Anna Katia Di Sessa


lunedì 24 maggio 2010

JOE PETROSINO COLPISCE ANCORA…

Continua a realizzare grandi azioni il mitico Joe Petrosino attraverso il pronipote Nino Melito Petrosino: è sempre la sua influenza a tenere le fila di tanti rapporti della Provincia di Salerno anche oltreoceano.
Sono passati pochi giorni da quando a Padula si è svolta la celebrazione del premio internazionale “Joe Petrosino”, in occasione del quale ospite d’onore è stato il Capo della Polizia di New York, Sez. Anticrimine, Anthony J. Izzo, che ha ricevuto anche la cittadinanza onoraria dal comune di Oliveto Citra, per le sue origini familiari.
Il pronipote si è reso promotore, questa volta, anche di un incontro tra l’Assessore Provinciale Adriano Bellacosa, con delega ai Rapporti Istituzionali e con le Comunità Estere, e Pasquale Carucci, Presidente della Federazione delle Associazioni della Campania USA, che vanta 57 club negli Stati Uniti, con più di 60.000 iscritti.
Si tratta della più importante associazione campana nel mondo.
Il Presidente Carucci e l’Assessore Bellacosa, già ospite della Federazione a New York lo scorso anno, in occasione del “Petrosino Day”, si sono incontrati a Padula, dove ha sede la famosa casa museo del celeberrimo Joe Petrosino, che ancora oggi rappresenta uno dei simboli più forti della legalità, della giustizia e della “buona” emigrazione.
“L’amministrazione della Provincia di Salerno, guidata dal Presidente Cirielli”, ha affermato Bellacosa, “intende attuare azioni mirate alla valorizzazione, alla diffusione e al mantenimento della cultura salernitana nel mondo, dalla lingua alla storia, dalla tradizione culinaria agli usi e costumi”.

ANNA KATIA DI SESSA




JOE PETROSINO STRIKES BACK ...
The legendary Joe Petrosino continues to achieve great deeds through his great nephew Nino Melito Petrosino: it is always his influence which holds the strings of many relationships in the Province of Salerno and also overseas.
Few days have passed since the celebrations took place in Padula of the international prize "Joe Petrosino", at which the guest of honor was the Chief of Police of New York, Anthony J. Izzo, who also received an honorary citizenship from the town of Oliveto Citra, for his family origins.
The great nephew has become the promoter, this time, of a meeting between Adriano Bellacosa, the Provincial Alderman for Institutional Relationships and Foreign Communities, and Pasquale Carucci, President of the Federation of the Associations of Campania USA, which boasts 57 clubs in the United States, with over 60,000 members.
This is the largest association for Campania in the world.
The President Carucci and Alderman Bellacosa, former guest of the Federation in New York last year, during the "PetrosinoDay”, met in Padula, home of the famous museum of the well known Joe Petrosino, who still represents one of the strongest symbols of law, justice and "good" emigration.
"The administration of the Province of Salerno, headed by President Cirielli,” said Bellacosa," aims to implement actions aimed at the promotion, dissemination and maintenance of the Salerno culture in the world, from language to history, from the culinary traditions to the customs “.

ANNA KATIA DI SESSA
Trad: HELEN ANN ROBINSON

giovedì 29 aprile 2010

Grasso: «Il crimine si affina, ma sappiamo combatterlo»


Parlare di mafia perchè il silenzio aiuta la criminalità. È il motivo per cui il procuratore antimafia Piero Grasso ha scritto il suo: «Per non morire di mafia». Il concetto centrale del libro lo ha spiegato Adriana Musella, figlia di un salernitano morto ammazzato dalla mafia, presidente dell’associazione Riferimenti che porta la Gerbera gialla dal sud al nord del Paese: «Nel libro c’è il rapporto tra mafia ed economia, il traffico d’armi che sovvenziona il terrorismo e il rapporto con il mondo imprenditoriale, gli apparati finanziari e la creazione di paradisi fiscali all’estero. Dietro, la politica, che deve rendere tutto questo possibile». Non bisogna abbassare la guardia perchè non ci sono più le stragi, la nuova criminalità organizzata «preferisce l’ombra alla luce». Piero Grasso alla Provincia di Salerno parla di «Indagini in corso, dibattimenti a Caltanissetta, Firenze, Milano, che confermano l’esistenza di contatti in cui si cercava di evitare che le stragi continuassero». Come disarticolare il rapporto tra società e mafia? «Ci sono buone nuove realtà. Per esempio Confindustria Sicilia che fa entrare l’imprenditoria nella lotta alla mafia. In Italia abbiamo strumenti efficaci che ci vengono riconosciuti a livello internazionale, ma oggi i mercati sono aumentati, c’è un politraffico. La criminalità cerca di rendersi invisibile per quanto riguarda la violenza, ma va sugli investimenti che si confondono con quelli legali. E noi cerchiamo strategie più globali, per esempio le indagini patrimoniali. Togliere i beni è la reazione più efficace. Più del carcere». Ha introdotto la presentazione la vice presidente della Provincia Anna Ferrazzano, ha moderato il giornalista Gabriele Bojano, ha partecipato il coautore giornalista Alberto La Volpe (con un riferimento alla brutta pagina scritta a Salerno nella battaglia tra procure). Con loro il procuratore di Salerno Franco Roberti e l’assessore provinciale alla legalità, trasparenza e sicurezza Adriano Bellacosa. Presenti magistrati e forze dell’ordine, e Annamaria Torre, anche lei figlia di una vittima di mafia. E, da un’associazione all’altra, in mattinata a Padula, Grasso, con don Luigi Ciotti, il questore di Salerno, Vincenzo Roca, il direttore del Museo storico della Guardia di Finanza, capitano Gerardo Severino ed il direttore di Telejato, Pino Maniaci, ha ritirato il premio all'XI edizione del Premio internazionale ”Joe Petrosino”. Coordinata dal giornalista Rai, Gianfranco Coppola, la cerimonia alla Certosa, è coincisa con il 150° anniversario della nascita del mitico poliziotto italo-americano, originario di Padula. «Lo dedico a tutti i miei collaboratori, mentre esprimo la mia più profonda ammirazione per Joe Petrosino, che è mito americano ed orgoglio dei padulesi oltre che anticipatore di quanto, nella lotta contro la mafia, sarebbero stati protagonisti Falcone e Borsellino. Fra lui ed i due giudici c'è una continuità che ha nel culto della legalità il momento più alto”, ha sottolineato il procuratore Grasso, non senza aggiungere che ha provato ”sensazioni ed emozioni indescrivibili nel visitare il museo di Padula dedicato a Petrosino». «Il premio non è mio. Per me non esiste l'io ma il noi. Ed è il noi di quel milione di firme grazie alle quali è in vigore la legge per la confisca dei beni ai mafiosi con sentenza di condanna definitiva a loro carico», ha, a sua volta, affermato don Ciotti. Anche il questore di Salerno, come del resto il capitano delle Fiamme Gialle, Severino, ha condiviso il premio con tutti i suoi collaboratori ed in particolare con quanti operano sul territorio nella lotta contro ogni forma di illegalità. «Grazie ad essi - ha detto - abbiamo conseguito nella nostra attività investigativa grossi successi».
pi.car.
(ha collaborato Giuseppe Lapadula)
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IL MATTINO 23/04/2010