| Per metá marzo il Pdl presenterá la lista di partito e, subito dopo, i candidati di Pdl Arechi e Alleanza di popolo (curata dall’assessore Lello Ciccone). L’elenco dei candidati è quasi ultimato.Ecco chi sono. Nella lista Pdl gli uscenti Roberto Celano, Giovanna Falcone, Antonio Pierro, Pietro Stasi, Giuseppe Zitarosa, Luigi Rinaldi (giá consigliere con De Luca al primo mandato) Vito Pagnotto (dirigente dell’Agenzia delle entrate), il consigliere di circoscrizione Rosario Peduto, l’uscente Lello Ventre (eletto nella Margherita e ora espressione del Nuovo Psi), Claudio Pisapia (responsabile del tavolo del mare costituito dalla Provincia), l’avvocato Vincenzo Vincolo, il medico AntonioSaggese, Sergio Paolo (giá candidato alla Provincia nella lista di Lubritto), Eugenio Paolantonio (impegnato nel teatro), il primario Antonio Marra, Roberto Manzo (consigliere d’amministrazione nella Banca di Salerno), l’avvocato Dacia Malzone, il professionista Vittorio Lucchese, l’universitario Fabio Granata, il medico Carmine Giordano, l’imprenditore Fabio Ferrantino, l’avvocato Monica Coscioni (figlia dell’ex manager Asl, Bruno) il medico Giuseppe Caturano, l’ingegnere Mariano Acone. Nella lista Pdl Arechi si candidano RosarioArleo, (dirigente delle Ferrovie), il consigliere uscente Giovanni Basso (ex Udc), il consigliere di circoscrizione Antonio Bracciante (ex deluchiano), il dirigente di partito Pietro Cardella, l’avvocato Raffaele Adinolfi, il commercialista Marco Villani, il professionista Renato Avella, Vanni Candela (giá candidato qualche anno fa alle Provincia nella lista Azzurri per Cuomo), Anna Carrano (laureanda in sociologia), il medico Martina Castellana (giá candidata alle provinciali), l’imprenditrice Maria Rosaria Davide, l’imprenditore Eleuterio Giannattasio, i consiglieri di circoscrizione Elvira Morena e Renato Giordano, l’infermiere Enzo Trapanese, Annamaria Giordano (moglie di Giancarlo Correale, giá comandante dei vigili a Salerno), il rappresentante sindacale Marco Vicinanza, gli avvocati Vincenzo Tondini, Michele Troisi, Pietro Vuolo, e Nobile Viviano, Il Alleanza di popolo ci sono il giornalista Gigi Caliulo, l’avvocato Carlo Omero, il poliziotto Marco Abate (giá consigliere con Forza Italia), Giuseppe Martino (gestore della nave ristorante Concordi, Antonio Napoli (ex di Noi Sud), il grafico Francesco Costantino, il medico Giovanni Florio, il perito Gerardo Postiglione, i docenti universitari Guido Iorio e Maria Teresa Grimaldi, Stefania Romano del comitato San Francesco. (c.d.m.) |
venerdì 18 febbraio 2011
Ferrazzano chiude le liste Ecco i candidati in campo
Capodanno e luci Il Pdl: «Tanti sprechi senza trasparenza»
| I costi delle iniziative natalizie, resi noti ieri da "la Cittá", fanno insorgere il Pdl salernitano.E non solo per le cifre che si conoscono (450mila euro solo per il concerto di Capodanno e 93mila per mostre e cori gospel), ma soprattutto per quelle che restano ancora ignote: il prezzo delle luci d’artista, su cui l’opposizione chiede da mesi l’accesso agli atti senza ottenere risposte. • «I salernitani hanno brindato al nuovo anno staccando un bell’assegno da 500mila euro: tanto ci è costata la fiera della vanitá del sindaco De Luca» commenta Anna Ferrazzano, candidato a sindaco per il Pdl. «Non discuto l’iniziativa della tradizionale festa di piazza per salutare il nuovo anno - spiega - Ma trovo vergognoso che una pubblica amministrazione abbia sprecato così tanto denaro della collettivitá per l’effimera manifestazione di una sola sera, in un momento di crisi economica che vede molte famiglie salernitane avere seri problemi ad arrivare a fine mese». E Antonio Iannone, vice coordinatore Pdl aggiunge:«Siamo al metodo medioevale di festa, farina e forca. Festa per gettare fumo negli occhi del popolo, farina solo per i pochi amici della cosiddetta coppola del parrocchiano, forca per tutti gli altri cittadini, soprattutto i giovani che vedono il lavoro come una chimera». • Non è tutto. Il coordinatore AntonioRusso ricorda che per conoscere i costi delle luci d’artista non è bastata neanche l’istanza al prefetto. «Sulla base dell’anno scorso, calcoliamo che l’importo si aggiri sui due milioni e mezzo. Spese disposte per determina, senza bando pubblico, e di cui si nascondono gli atti. Il consigliere Roberto Celano ha sollecitato l’intervento della Prefettura, il prefetto ha subito scritto al sindaco ma neanche lui ha avuto risposta. Ecco qual è la trasparenza attuata dal Comune».Russo parla di un metodo esteso anche ad altre vicende:«Da due mesi chiediamo di riunire la commissione per un’assunzione sospetta a Salerno Mobilitá, e neanche su questo abbiamo avuto risposta». Di altri "sprechi" parla invece la capogruppo Giovanna Falcone, ricordando i «12 milioni di incentivi ai dipendenti» censurati dalla Corte dei conti. (c.d.m.) © riproduzione riservata |
sabato 5 febbraio 2011
Alluvione, ora vigilanza sui fondi
| Non c’è soltanto la soddisfazione di aver portato a casa la promessa di ottenere, in tempi non ancora stabiliti, oltre 100 milioni di euro - 25 dalla Regione e 80 di fondi europei - per i danni causati dall’alluvione di novembre. Per Antonio Fasolino, assessore provinciale alla protezione civile, la marcia di Roma ha prodotto anche un risultato politico. «Hanno partecipato tanti amministratori locali che non si sono fatti ingabbiare dalle casacche politiche. E’ la testimonianza di un buon gioco di squadra». Una collaborazione tra istituzioni che non si fermerá. «Adesso - annuncia - costituiremo un tavolo permanente con i sindaci dei comuni colpiti, che avrá il compito di programmare gli interventi e vigilerá fino a quando non saranno erogati i fondi». E che si sia dovuti andare nella Capitale per ottenere fondi della Regione, poco importa. «Il sottosegretario Gianni Letta ha promesso che sará ricostituito il fondo di solidarietá svuotato dal Veneto. In caso contrario, vanno bene anche i fondi del Piano per il Sud. L’importante - è avere avuto le rassicurazioni di essere stati trattati alla pari con il Veneto». • A chi, come il senatore del Pd AlfonsoAndria, osserva che poteva bastare andare in Regione a Napoli, Fasolino replica spiegando che per sbloccare fondi europei destinati alle infrastrutture è necessaria l’autorizzazione del Governo e che proprio per certe sinergie le Regioni hanno loro sedi a Roma. Poi affonda:«DaAndria stiamo ancora aspettando l’incontro tra i parlamentari salernitani e il ministro Tremonti, che ha annunciato un mese fa. Noi abbiamo ottenuto un risultato, lui faccia cose concrete invece di sortite sui giornali. Eserciti il suo ruolo di rappresentanza del territorio, piuttosto che parlare di noi.La veritá è che il Pd è in imbarazzo perché la protesta avrebbero dovuto organizzarla loro, o almeno parteciparvi.Ma non è certo un problema nostro se noi abbiamo avuto coraggio e loro no». L’assessore ne ha anche per il presidente di Coldiretti, Pietro Caggiano:«Isuoi iscritti erano con noi a Roma, lui rappresenta solo se stesso». Respinte anche le critiche del sindaco De Luca: «Parla da solo perché non è capace di confrontarsi. Infatti, appena esce dal suo territorio, è sonoramente sconfitto». Mattia A. Carpinelli © riproduzione riservata "La Città" 05.02.2011 |
giovedì 3 febbraio 2011
Diciotto gonfaloni in via XXSettembre

I sindaci depongono le fasce tricolori sotto il ministero dell’Economia
• Nell’autogrill i manifestanti si incontrano e si contano. Mancano meno di cento persone per essere in mille, ma diversi amministratori, con vigili e gonfaloni al seguito, sono partiti in auto. Altri arriveranno in treno. Nel piazzale dell’autogrill c’è l’ex assessore provinciale, Adriano Bellacosa, c’è il sindaco di Scafati Pasquale Aliberti. Arrivano i consiglieri provinciali Massimo Cariello e Rocco Giuliano, gli assessori provinciali all’agricoltura e all’Attivitá produttive, Mario Miano e Generoso Andria. Arrivano il presidente della Claai , Gianfranco Ferrigtno, e del sindacato dei balneatori Mario Giorgi. La Confagricoltura è presente in forze, con due autobus. Si riconoscono dal cappellino bianco con la scritta verde. «Più che risolvere oggi - premette il presidente Rosario Rago - bisogna programmare interventi per il futuro, sui canali di scolo, Serve una bonifica radicale, non soltanto la manutenzione, in grado di far fronte alle mutate condizzioni climatiche». "Bisogna ristudiare tutto il piano idrico della Piana del Sele», gli fa eco il neo presidente dei giovani di Confagricoltura, Guglielmo Noschese. Al casello di Roma la polizia spezzetta la colonna di autobus. L’ingresso in cittá, come più tardi il corteo sotto la sede del ministero dell’Economia, è autorizzato solo a piccoli gruppi, per evitare intralci al traffico. E’ da poco passato mezzogiorno quando, finalmente, a tutti i manifestanti è consentito di radunarsi in piazza della Repubblica. Dai bus scende un popolo composito: agricoltori della Piana del Sele; famiglie alluvionate di Nocera, abitanti di Roscigno e Perito isolati dalle frane, artigiani e commercianti che hanno subito danni dalle esondazioni di fiumi e torrenti, e tanti sindaci e amministrastori locali. Si indossano le fasce tricolori, si innalzano i gonfaloni dei municipi (ben 18 compreso quello della Provincia) e le bandiere tricolori. Ci sono sindaci di centrodestra e sindaci di centrosinistra. Sono qui per difendere gli interessi dei loro territori. Le polemiche politiche, tra Landolfi e l’assessore Fasolino, scoppiano a Salerno, a 250 chilometri di distanza. Qui, tra i manifestanti, non è giunta neanche l’eco. (g.g.)
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mercoledì 2 febbraio 2011
Fondi alluvione, stanziati 25 mln dalla Regione

“Venticinque milioni di euro per fondi infrastrutturali sono stati messi a disposizione dalla Regione Campania per le popolazioni salernitane alluvionate”. Lo comunicano il presidente della Provincia di Salerno, on. Edmondo Cirielli e l’assessore provinciale alla Protezione civile,Antonio Fasolino, al te
rmine dell’incontro tenutosi questo pomeriggio presso la sede della Regione Campania a Roma con il presidenteStefano Caldoro (nella foto).
“Durante la riunione – spiegano – Caldoro ha riferito che il sottosegretario Gianni Letta si è impegnato per un’azione di forcing presso il Governo per ricostituire il Fondo di Solidarietà Nazionale al fine di venire incontro alle esigenze del territorio salernitano colpito dall’alluvione nel mese di novembre”.
L’incontro, al quale erano presenti assessori e consiglieri provinciali, oltre ad una nutrita delegazione di sindaci, è seguito alla manifestazione “In mille a Roma” alla quale hanno preso parte oltre mille persone. La delegazione, capeggiata dall'assessore provinciale alla Protezione civile Antonio Fasolino, ha visto la partecipazione di numerose associazioni di categoria, sindaci e autorità del territorio salernitano. Decine di pullman sono partite dalle diverse aree colpite del territorio salernitano: dal Vallo di Diano al Cilento, dall'Alto Sele al Tanagro, dalla Costiera Amalfitana all'Agro. Gli alluvionati hanno sfilato in via XX Settembre e i sindaci simbolicamente hanno consegnato la loro fascia tricolore.
http://stiletv.it/index.php/ultimora/3029-fondi-alluvione-stanziati-25-mln-dalla-regione
I due dell’apocalisse democratica
Insomma, l'accoppiata D'Alema-Bersani - la mente e il braccio dell'agognata riscossa del Pd - sembra, più che una falange politica, una riproposizione grottesca di figure letterarie come Don Chisciotte e Sancho Pancia o, in modo forse più calzante, di personaggi dell'avanspettacolo come i fratelli De Rege. Da quando ha ripreso in mano le redini del partito, infatti, la strana coppia non ne ha mai azzeccata una.
Sit-in al Ministero e diretta televisiva
Il giorno della mobilitazione e della manifestazione a Roma è arrivato. Stamane alle sette, ma da alcune zone a sud della provincia anche prima, partiranno 20 bus alla volta della capitale. I manifestanti saranno in mille, forse anche di più se si considera che c’è anche chi si muoverá con propri mezzi di trasporto.
«Devo essere sincero - ammette l’assessore provinciale alla Protezione civile, Antonio Fasolino, promotore dell’iniziativa "In mille a Roma il 2 febbraio" - una risposta così massiccia non me l’aspettavo. Segno che il risarcimento dei danni subiti dall’alluvione dello scorso mese di novembre è veramente un problema avvertito».
• . Un bus partirá da Sarno, un altro da Scafati, due da Nocera Inferiore (per far posto agli alluvionati di Starza), uno da San Marzano. Anche dal capoluogo di provincia partirá un bus, come pure da Amalfi. Tutti gli altri autobus sono stati chiesti per far fronte alla grande richiesta di partecipazione dei centri della zona a Sud di Salerno: quattro da Capaccio (l’area maggiormente colpita per l’esondazione del fiume Sele), uno per Eboli e Campagna, e uno a testa per Polla, Sala Consilina, Sicignano e Roscigno. Altri tre autobus saranno gestiti direttamente dalle associazioni di categoria. L’appuntamento, per tutti, è sull’autogrill di Caserta da dove poi, in colonna, si proseguirá per piazza della Repubblica a Roma, dove è previsto un sit in e la diretta televisiva che sará realizzata da Lira Tv.
Purtroppo la Questura diRoma non ha autorizzato la presenza di tutti i manifestanti in via XX Settembre sotto la sede del Ministero dell’Economia, ma solo di un centinaio. Per cui, a turno, a gruppi di 100 ci si sposterá da piazza della Repubblica fin sotto gli uffici del ministro Tremonti. Nei prossimi giorni, secondo quanto assicurato dal sottosegretario Letta, ci sará l’incontro con il ministro. (g.g.)
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martedì 1 febbraio 2011
"In mille a Roma" per le alluvioni Fasolino: «Solleciteremo il ministro»
• Alla manifestazione parteciperanno associazioni di categoria, sindaci e autoritá del territorio che hanno riposto all’appello "In mille a Roma", lanciato proprio da Fasolino, che da subito ha evidenziato la disparitá di trattamento tra i cittadini del Veneto e quelli salernitani. «Porteremo fin sotto le porte del ministero - ha concluso Fasolino - una folta delegazione per richiedere il risarcimento necessario per ripristinare i danni alle infrastrutture e all’agricoltura».
"La Città" 01.02.2011
«Ora basta con la tirannia»
lunedì 31 gennaio 2011
Silvio Berlusconi, lettera al Corriere della Sera, 31 gennaio 2011
il suo giornale ha meritoriamente rilanciato la discussione sul debito pubblico mostruoso che ci ritroviamo sulle spalle da molti anni, sul suo costo oneroso in termini di interessi annuali a carico dello Stato e sull’ostacolo che questo gravame pone sulla via della crescita economica del Paese. Sono d’accordo con le conclusioni di Dario Di Vico, esposte domenica in un testo analitico molto apprezzabile che parte dalle due proposte di imposta patrimoniale, diversamente articolate, firmate il 22 dicembre e il 26 gennaio da Giuliano Amato e da Pellegrino Capaldo. Vorrei brevemente spiegare perché il no del governo e mio va al di là di una semplice preferenza negativa, «preferirei di no», ed esprime invece u na irriducibile avversione strategica a quello strumento fiscale, in senso tecnico-finanziario e in senso politico.
Prima di tutto, se l’alternativa fosse tra un prelievo doloroso e una tantum sulla ricchezza privata e una poco credibile azione antidebito da «formichine», un gradualismo pigro e minimalista nei tagli alla spesa pubblica improduttiva e altri pannicelli caldi, staremmo veramente messi male. Ma non è così. L’alternativa è tra una «botta secca», ingiusta e inefficace sul lungo termine, e perciò deprimente per ogni prospettiva di investimento e di intrapresa privata, e la più grande «frustata» al cavallo dell’economia che la storia italiana ricordi. Il debito è una percentuale sul prodotto interno lordo, sulla nostra capacità di produrre ricchezza. Se questa capacità è asfittica o comunque insufficiente, quella percentuale di debito diventa ingombrante a dismisura. Ma se riusciamo a portare la crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni, e i mercati capiscono che quella è la strada imboccata dall’Italia, Paese ancora assai forte, Paese esportatore, Paese che ha una grande riserva di energia, di capitali, di intelligenza e di lavoro a partire dal suo Mezzogiorno e non solo nel suo Nord europeo e altamente competitivo, l’aggressione vincente al debito e al suo costo annuale diventa, da subito, l’innesco di un lungo ciclo virtuoso.
Per fare questo occorre un’economia decisamente più libera, poiché questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sé e del proprio futuro. La «botta secca» è, nonostante i ragionamenti interessanti e le buone intenzioni del professor Amato e del professor Capaldo, una rinuncia statalista, culturalmente reazionaria, ad andare avanti sulla strada liberale. La Germania lo ha fatto questo balzo liberalizzatore e riformatore, lo ha innescato paradossalmente con le riforme del socialdemocratico Gerhard Schröder, poi con il governo di unità nazionale, infine con la guida sicura e illuminata di Angela Merkel. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la locomotiva è ripartita. Noi, specialmente dopo il varo dello storico accordo sulle relazioni sociali di Pomigliano e Mirafiori, possiamo fare altrettanto.
Non mi nascondo il problema della particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico. Ne sono preoccupato come e più del presidente Napolitano. E per questo, dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana; un piano del governo il cui fulcro è la riforma costituzionale dell’articolo 41, annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani.
Lo scopo indiretto ma importantissimo di un piano per la crescita fondato su una frustata al cavallo di un’economia finalmente libera è di portare all’emersione della ricchezza privata nascosta, che è parte di un patrimonio di risparmio e di operosità alla luce del quale, anche secondo le stime di Bruxelles, la nostra situazione debitoria è malignamente rappresentata da quella vistosa percentuale del 118 per cento sul Pil. Prima di mettere sui ceti medi un’imposta patrimoniale che impaurisce e paralizza, un’imposta che peraltro sotto il mio governo non si farà mai, pensiamo a uno scambio virtuoso, maggiore libertà e incentivo fiscale all’investimento contro aumento della base impositiva oggi nascosta. Se a questo aggiungiamo gli effetti positivi, di autonomia e libertà, della grande riforma federalista, si può dire che gli atteggiamenti faziosi, ma anche quelli soltanto malmostosi e scettici, possono essere sconfitti, e l’Italia può dare una scossa ai fattori negativi che gravano sul suo presente, costruendosi un pezzo di futuro.
A sostegno del candidato sindaco Adriano Bellacosa, l'On. Francesco Pionati.
A sostegno del candidato sindaco Adriano Bellacosa, oggi a Nocera Inferiore, l'On. Francesco Pionati, Segretario Nazionale dell'Alleanza di Centro.
"Così come porto il sostegno mio e del mio partito al Presidente della Provincia
di Salerno Edmondo Cirielli, sosteniamo a Nocera Inferiore l'Avv.Adriano Bellacosa", ha affermato l'On. Pionati, "un uomo e un professionista che si è affermato e distinto nella società civile e che oggi porta al servizio della comunità la propria esperienza".
Sarà il giovane Roberto Soriente a rappresentare l'Alleanza di Centro di Pionati come candidato al consiglio comunale di Nocera Inferiore, con Bellacosa Sindaco.
"Un giovane volenteroso e con idee chiare per il rinnovamento della nostra città", ha affermato Bellacosa, "sono orgoglioso di avere tra i candidati che mi sostengono giovani pieni di talento, come Roberto Soriente, desiderosi di partecipare alla politica e portare il loro contributo".
Tra i giovani presenti alla inaugurazione del comitato elettorale in via Capasso, anche Espedito De Marino, presidente del gruppo di azione ed impegno politico “Continente Uomo”.
" Il nostro è un movimento di azione politica, di ispirazione cristiana nata nel 2007", ha detto il Maestro De Marino, "ed in questa campagna elettorale sostiene con forza l'Avv. Adriano Bellacosa a Sindaco della città di Nocera Inferiore, perchè sarà il rinnovamento della nostra città".

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Anna Katia Di Sessa
venerdì 28 gennaio 2011
«Marino vuole circondarsi solo di gente che non pensa»

Capaccio. Fa discutere la scelta del sindaco, Pasquale Marino, che ha mandato a casa gli assessori Eugenio Guglielmotti e Roberto Ciuccio, rei di non voler approvare il Puc in giunta, non condividendone alcune aspetti sui quali avevano chiesto dei chiarimenti. Ad alzare la voce sono i consiglieri comunali di opposizione del Pdl e dell’Udc con i rispettivi circoli cittadini. «I due assessori non sono stati revocati in quanto sarebbe venuto meno il rapporto fiduciario - si legge in una nota - ma perché avevano sollevato la questione relativa alla loro incompatibilitá a votare nel rispetto della legge, essendo proprietari di terreni. Guglielmotti, a tale proposito, aveva chiesto al segretario comunale per iscritto lumi sulla legittimitá della procedura, quella della votazione per singola scheda, dato solo in forma verbale e non scritta. Entrambi gli assessori avevano dichiarato la loro disponibilitá al voto sull’ultimo elaborato di Forte a condizione che vi fossero chiarimenti su alcuni aspetti».
• Una revoca, dunque, contestata dall’opposizione che attacca: «E’ legittimo chiedersi se nei piani alti di via Vittorio Emanuele si cerchino amministratori dotati di cervello o persone che votino ciecamente, senza discutere, senza esprimere dubbi e perplessitá, e senza avere rassicurazioni formali sulla legittimitá del loro operato. Perché il segretario comunale non ha dato il parere richiesto? Alla luce di ciò il Pdl e l’Udc locale non possono che esprimere la solidarietá a Guglielmotti e Ciuccio, revocati solo perché hanno osato chiedere una maggiore ponderazione sul lavoro svolto. Inoltre non possiamo che esprimere la nostra perplessitá verso chi, oggi, assume lo scranno assessoriale in tali circostanze. Ma davvero c’è chi pensa di avere piena libertá di azione sulle scelte inerenti la procedura di approvazione del Puc? Il sindaco è stato chiaro, dichiarando che chi non sostiene l’operato e gli obiettivi dell’amministrazione, è fuori dalla giunta, che tradotto significa che chi non segue la linea faccia le valigie».
"La Città" 28.01.2011
«Agresti è incompatibile con il Puc»
puc e polemiche
Paolino: «Il neo assessore ha partecipato come tecnico alla stesura del piano»
«Il progetto rivela la più grande cementificazione della nostra storia»

Capaccio. «Invito il neo assessore Giuseppe Agresti a riflettere su una possibile incompatibilitá ad assumere qualsiasi atto nell’iter di formazione del Piano urbanistico comunale, in particolare di partecipare alla eventuale adozione della delibera di proposta del Puc, viste le limitazioni previste dalla legge regionale 1/2001». A sollevare l’ipotesi di incompatibilitá è il presidente del consiglio comunale, Paolo Paolino.
• «Il neo assessore è stato tecnico convenzionato - spiega il presidente Paolino - con incarico remunerato e specifico per la costituzione dell’ufficio di piano a supporto del redigendo Puc. I fatti rilevati mi inducono, con rincrescimento, a ipotizzare la sua incompatibilitá».
• Paolino, che come è noto non condivide alcuni aspetti del Puc, solleva anche contestazioni sulle dichiarazioni di Agresti in merito allo strumento urbanistico, con le quali l’assessore ha elogiato il lavoro di Forte sostenendo che «ha fatto un vero e proprio disegno della cittá, non c’è cementificazione del suolo». Di parere avverso, Paolino ribatte: «Non è affatto rispondente al vero che il progetto Forte avrebbe ridisegnato la cittá, al contrario, in contrasto con gli indirizzi consiliari, ha individuato oltre 50 nuove zone di espansione residenziale nelle aree rurali e periferiche nelle quali sono stati previsti anche altri insediamenti residenziali. Va precisato che le aree Peep di Capaccio scalo destinate a scuole, parcheggi, parchi urbani e per lo sport, strade sono state destinate alla costruzione di alcuni palazzi e ciò costituisce la più grave cementificazione della storia di Capaccio. Per comprendere la valenza di questi interventi basta pensare che su tutto il territorio sono stati previsti ben 4500 ettari da urbanizzare. Se questa non è cementificazione».
• Sempre in tema di cementificazione, Paolino chiarisce che «il progetto Forte mentre prevede limitazioni di inedificabilitá per numerose aree agricole con il vincolo ambientale, destina altre aree contigue a queste alla residenza. Inoltre, è previsto un intervento residenziale a Cannito che non risponde alle direttive consiliari».
• Il presidente del consiglio rivolge anche un ringraziamento per «l’impegno e l’ottimo lavoro svolto agli assessori Guglielmotti e Ciuccio», revocati dal sindaco, Pasquale Marino, augurando «un buon lavoro ai neo eletti Buccella e Agresti».
Angela Sabetta
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"La Città" 28.01.2011
prima edizione del corso di formazione politica
mercoledì 26 gennaio 2011
Il Pdl riapre il dialogo con i piccoli
| verso le elezioni |
| La candidata lavora a giunta e programma: nella squadra il prof Salerno |
| Accordo con Dc e Adc La Longo: «A Salerno il partito non ha il volto della Carfagna» |
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• «La coalizione? Vedremo chi la fará veramente» sbotta il coordinatore del Pdl Antonio Russo. E per primo incassa il sì dellaDc di Pizza, che in una nota prende le distanze dai carfagnani e annuncia il sostegno alla candidata Anna Ferrazzano. «Quella della Ferrazzano è l’unica candidatura riconosciuta dal Popolo della libertá, attraverso il suo coordinatore regionale e provinciale - scrive in una nota il segretario provinciale della Democrazia cristiana, Luigi Pizza - La Dc di Salerno lavorerá per la formazione di una propria lista o per una aggregazione di più partiti. Siamo un partito di governo e non di lotta, ed è nostra intenzione garantire un equilibrio politico che rispecchi accordi nazionali».
• L’accordo c’è anche con la Adc di Pionati, e le trattative sono in fase avanzata con Noi Sud, che nella prossima settimana potrebbe sciogliere la riserva. «I contatti sono in corso, stiamo lavorando a un’intesa sia su Salerno che su Nocera» conferma Russo. Che annuncia di voler incontrare nei prossimi giorni i rappresentanti della Destra e di non escludere una ricucitira con i Popolari per il Sud (ex Udeur). Iprimi sono giá in contatto con Cammarota, e presto dovrebbe esserci un vertice a Roma tra il leader Francesco Storace e il ministro Mara Carfagna. I secondi sono invece tentati dal terzo polo, che passa dall’alleanza con il candidato dell’Udc Salvatore Gagliano. Russo si dice sereno: «Penso che alla fine gli alleati storici del Pdl resteranno con noi».Ed Eva Longo, consigliere regionale del Pdl, prova a rintuzzare le ambizioni dei carfagnani:«Il Pdl a Salerno non ha il volto di Antonio Cammarota, né quello di Mara Carfagna».Al ministro riconosce «l’alto ruolo istituzionale», ma avverte: «A Salerno il Pdl non ha un volto solo ma si esprime attraverso un partito di persone che, insieme, hanno consentito di rivedere alla guida della Provincia un uomo di centrodestra. Da qui è nata una nuova esperienza politico-istituzionale. Da qui pensiamo sia giusto continuare per offrire anche alla cittá di Salerno un’alternativa politica valida. L’avvocato Anna Ferrazzano mi sembra incarnare il meglio a cui si possa aspirare per un nuovo indirizzo di governo della cittá capoluogo. Gli amici della cosiddetta area Carfagna dimostrano in queste ore di non avere a cuore le sorti della cittá di Salerno».
• La candidata a sindaco sta lavorando a programma amministrativo e squadra di governo.Per sabato mattina ha organizzato un incontro al fianco del docente universitario Saverio Salerno, che è giá consulente scientifico del presidente della Provincia e che sará tra gli assessori in pectore di una ipotetica giunta Ferrazzano. Da questo incontro la voce presidente della Provincia fará partire un calendario di appuntamenti, uno a settimana, in cui illustrerá i punti del programma a cui sta lavorando con i vertici locali del partito, Russo e Iannone, e con il coordinatore della campagna elettorale, il senatore Nino Paravia.
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Longo e Baldi contestano Vetrella

I consiglieri regionali del Pdl: «Salerno troppo penalizzata dai tagli» |
| Amministratori locali, Cstp e sindacati protestano per le decisioni adottate dalla giunta regionale |
| • 1.800 posti di lavoro di cui 350 a rischio, 14 milioni di euro in meno e 14,5 milioni di chilometri tagliati: sono questi i numeri della crisi per il settore del trasporto pubblico in provincia. «La Regione - osserva il consigliere regionale del Pdl Eva Longo - è alla frutta: siamo passati dallo sperpero ai tagli senza logica. Per questo chiederò nuovamente le dimissioni dell’assessore regionale ai trasporti Stefano Vetrella e ci batteremo per far valere le ragioni del territorio salernitano». Parole di fuoco, pronunciate ieri durante il primo incontro del tavolo permanente dei trasporti istituito dalla Provincia contro i tagli regionali previsti al trasporto pubblico locale. Per una volta istituzioni, aziende di trasporto e sindacati lanciando, all’unisono, lo stesso allarme: il settore è in crisi e la colpa è della Regione che taglia senza tenere conto delle necessitá e peculiaritá dei diversi territori. «A Napoli - ha detto il presidente del Cstp Mario Santocchio - ci sono solo debiti e sacche di spreco che non devono convergere su Salerno». Parole sostenute anche dal consigliere regionale Giovanni Baldi che ha attaccato il sistema "napolicentrista" con il quale anche la nuova giunta sta governando la regione. «Napoli - ha detto Baldi - l’ha fatta sempre da padrone e con Caserta fa corpo unico contro di noi. Con Vetrella non è facile dialogare, infatti abbiamo avuto molti scontri». I due consiglieri regionali hanno poi annunciato che studieranno un emendamento ad hoc per Salerno che presenteranno in Consiglio nella discussione del bilancio. Il presidente della commissione trasporti del Comune di Salerno, Pasquale Amoroso, ha proposto l’accorpamento delle aziende del trasporto in un unico consorzio, evitando così gli sprechi. «L’incontro - ha detto a margine il segretario provinciale della Filt-Cgil Vito Luciano - non ha ancora risolto nulla. I problemi ci sono, soprattutto per le famiglie costrette a sborsare soldi in più per pagare gli abbonamenti ai figli. Se entro fine mese non accadrá nulla a febbraio proclameremo lo sciopero». • Nel frattempo, però, divampa la polemica politica. «Va in scena il "Tavolo verso se stessi": Ciccone di qua, i consiglieri regionali di lá! Parte e controparte sullo stesso tavolo ma avendo lo stesso ruolo. In un ridicolo balletto ai danni di un territorio che non è rappresentato al governo del Paese, della Regione, della Provincia», sostiene il segretario del Pd, Nicola Landolfi. Replica l’assessore provinciale ai trasporti, Lello Ciccone: «E’ possibile una diversitá di opinioni all’interno della stessa area politica. Di fronte a diritti veri della comunitá e dei territori non c’è colore politico che tenga. Questa è la filosofia e la prassi del centrodestra al governo della Provincia» Mattia A. Carpinelli © riproduzione riservata "La Città" 26.01.2011 |
lunedì 24 gennaio 2011
Verso le elezioni, Carfagna candida Cammarota
L'onorevole Mara Carfagna (Forza Italia) • "Alea iacta est", scrive Antonio Cammarota sulla sua pagina di facebook: "il dado è tratto". Ieri ha varcato il Rubicone del Pdl ed è salito alla segreteria politica di Mara Carfagna, formalizzando la sua candidatura a sindaco per l’area che fa riferimento al ministro alle Pari opportunitá. «Bisogna avere il coraggio delle proprie idee, assumersi le responsabilitá - commenta - E’ un segno di coerenza che devo innanzitutto ai miei elettori, che sanno che non sono mai stato un cortigiano». Sará l’anti Ferrazzano, anche se alla riunione di ieri ha tenuto a precisare di non voler essere un candidato "contro", ma un’opportunitá per riaprire il dialogo politico nel centrodestra salernitano.
• Sull’altro fronte, quello del coordinamento del partito e del presidente della Provincia Edmondo Cirielli, non l’hanno presa bene, e giá a inizio settimana gli chiederanno di lasciare il ruolo di capogruppo consiliare del Pdl a Palazzo Sant’Agostino. Ma qualche malumore si registra anche tra i carfagnani. Per un Cammarota che arriva c’è un Zitarosa che esce, perché il consigliere comunale ha annunciato che non si ricandiderá e non intende partecipare, domani mattina, alla conferenza stampa con cui sará ufficializzato il candidato a sindaco.
L’appuntamento è per le 11 nella segreteria del ministro, al Corso. Ci saranno Cammarota, il responsabile organizzazione della segreteria, Matteo Cortese, e il responsabile politico Antonio Lubritto. Ci sará anche una prima pattuglia di candidati consiglieri: il consigliere di circoscrizione Enzo Musto, il medico Antonio Roscia, gli ex consiglieri comunali Giuseppe Esposito e Paolo Puorro e la cugina del ministro, Maria Rosaria Carfagna, che con lei condivide sia il cognome che il nome di battesimo.Il ministro, almeno per ora, si tiene fuori dai momenti ufficiali della campagna salernitana, ma si sa che con Cammarota c’è stato in settimana un dialogo che ha dato via libera alla candidatura. Con lui ci saranno almeno due liste: "La nostra libertá", che ricalca la sua associazione, e una formazione carfagnana, per la quale si potrebbe rispolverare il simbolo di Democrazia Federalista Campana coniato da Lubritto, oppure optare per la connotazione civica. Resta aperto il contenzioso sul logo del Pdl, che il ministro potrebbe rivendicare ma che nel frattempo potrebbe anche essere sostituito dalla nuova dicitura a cui sta lavorando Berlusconi. Si conta inoltre di aggregare una terza forza, "la Destra" di Francesco Storace e Sergio Valese, che questa mattina inaugura a via Volpe la sua nuova sede.
• I vertici del Pdl aspettano le dichiarazioni di lunedì per affondare il contrattacco.Ma intanto il coordinatore provinciale, Antonio Russo, annuncia che Cammarota sará destituito dall’incarico di capogruppo in Provincia. «E’ un atto di tutela nei confronti degli altri consiglieri - spiega - non si sentirebbero rappresentati da chi fa scelte diverse da quelle del partito.Certo sorprende che una persona che rivendica una storia di destra vada a fare un’iniziativa con Lubritto, che viene dal centrosinistra, e con il responsabile di una segretaria politica il quale non è neanche iscritto al Pdl». La linea è quella di ostentare sicurezza: «Spaccatura nel partito? Ma no. Non basta che una persona scelga un percorso diverso per decretare una frattura.Piuttosto ha spaccato l’area Carfagna.A me spiace solo che alle elezioni provinciali Cirielli lo abbia voluto a tutti i costi nel collegio di Torrione, anche litigando con me che invece proponevo Antonio Pierro. Cammarota fu eletto, ma sa bene che il patrimonio di voti che garantisce il simbolo del Pdl non è lo stesso che si può avere con una civica».
• La frattura interna ai carfagnani coinvolge Giuseppe Zitarosa e PietroStasi. Il secondo era fresco di avvicinamento all’area ma ora potrebbe tornare verso Cirielli o portare avanti il dialogo con l’Udc. Il primo aveva posto la condizione che Cammarota si dimettesse da consigliere provinciale, consentendogli di subentrare. «Pareva d’accordo, ma poi si è tirato indietro - afferma Zitarosa - Il punto è che non mi fido, chiedevo un segnale forte per essere certi che tra qualche mese non tornasse sui suoi passi e fosse in consiglio comunale il rappresentante dell’area Cirielli e non della nostra. Se quel segnale non lo dá, posso anche pensare che dietro alla sua candidatura ci sia proprio una manovra di Cirielli».
di Clemy de Maio
"La Città" 23.01.2011
sabato 22 gennaio 2011
Corso di Formazione Politica “Conoscere per amministrare”

Nei locali della Grancia di Sala Consilina, avrà luogo oggi 22 gennaio, la lezione conclusiva della prima edizione del Corso di Formazione Politica “Conoscere per amministrare”, promosso ed organizzato dal Club della Libertà di Sala Consilina, presieduto da Giovanni Ricciardi, con il patrocinio morale della Provincia di Salerno.
Il tema della lezione, che verrà trattato dall'Assessore Provinciale Antonio Iannone, sarà “Scuola, formazione e lavoro”, in particolare il ruolo dell'istruzione pubblica e delle istituzioni.
l corso si è articolato in 7 moduli di lezioni sulla politica strettamente legata al territorio ed agli enti locali, 4 seminari di politica generale, improntati sia sugli aspetti storico-culturali-filosofici dell’agire politico che sulla loro ricaduta pratica nelle linee strategiche di interesse europeo, nazionale e locale.Le docenze sono state svolte da assessori della Provincia di Salerno, oltre che da rappresentanti degli ordini professionali, professori e collaboratori universitari, che interverranno.Al termine della lezione saranno consegnati ai corsisti gli attestati di partecipazione da parte dell'Avv. Adriano Bellacosa, già Assessore Provinciale e direttore del corso di formazione.
giovedì 13 gennaio 2011
Sinistra divisa anche sulla Fiat
Il sindaco di Firenze, il rottamatore Renzi, è esplicito: “Io sono dalla parte di Marchionne”. D’Alema non si sa da che parte sia. Dice di non volere dare consigli (e chi glieli ha chiesti?) ma ribadisce che rispetta gli operai. A proposito di governo Bersani insiste: “Il governo è nelle nebbie”. Ci spieghi il leader del Pd perché l’esecutivo dovrebbe intervenire, visto che la Fiat è azienda privata e da tempo non usufruisce di soldi pubblici.
Nessuno a sinistra che abbia il coraggio di sottolineare che in tempo di crisi internazionale Marchionne vuole investire quando le aziende chiudono, vuole mettere tanti quattrini per agganciare Mirafiori alla locomotiva statunitense, là dove l’accordo coi sindacati è stato siglato in poche ore e senza drammi, scioperi, lacrime e sangue.
on. Antonio Palmieri
Responsabile Internet PDL
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